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La nuova Rassegna penitenziaria e criminologica
di Redazione
Categoria: Editoriale
La storia della Rivista ufficiale dell’Amministrazione penitenziaria è lunga e prestigiosa, ed ha accompagnato l’istituzione carceraria italiana, a partire dall’inizio dello Stato unitario e nel corso delle sue complesse vicende. Dal 1865, anno di fondazione della Effemeride penitenziaria, sono cambiati i nomi della testata, i direttori, gli orientamenti culturali, nel passaggio dallo Stato liberale al regime fascista, dalla monarchia alla forma repubblicana e democratica: la Rivista ha promosso la maturazione di una cultura dell’esecuzione penale rispettosa di dignità e diritti, che ha trovato compimento nella fondamentale legge di riforma dell’ordinamento penitenziario, poco più di un secolo dopo, nel 1975.
Agli anni immediatamente successivi risale l’idea di rinnovare la Rivista, anche nel nome e nella veste grafica, per farne un centro di riflessione sull’esperienza nuova e sfidante, per gli addetti ai lavori come per gli osservatori attenti, di un carcere “riformato”. Nasce nel 1979 la Rassegna penitenziaria e criminologica, con i suoi colori rosso e grigio che l’hanno resa riconoscibile nelle biblioteche, nei centri di ricerca, nelle aule delle facoltà giuridiche di molte università non solo italiane.
La pubblicazione ha conosciuto un’unica interruzione, probabilmente dovuta al trauma causato, nel Dipartimento dell’Amministrazione penitenziaria, dalla morte tragica e prematura nel 1993 del Direttore dell’Ufficio Studi, il magistrato Luigi Daga, infaticabile cultore della materia penitenziaria, promotore e “anima” della Rassegna. Il corso della Rivista è comunque ripreso nel 1997 e non si è più interrotto fino all’annata 2015 (prodotta in realtà nel 2017, con i contenuti aggiornati a quell’anno).
Da qui intendiamo ripartire: torna innanzi tutto nella disponibilità di studiosi e ricercatori, con funzionalità di ricerca più agili e moderne in questo nuovo sito internet, l’intero archivio della Rassegna penitenziaria e criminologica. Si tratta di un repertorio formidabile di fascicoli, articoli, firme tra le più autorevoli di accademici, magistrati, professionisti che hanno avuto in comune l’interesse per il mondo penitenziario. Hanno avuto spazio dibattiti, ricerche, opinioni discordanti, talvolta posizioni critiche nei confronti dell’Amministrazione penitenziaria, o delle ragioni stesse della pena e del sistema penale.
La Rassegna è stata luogo di confronto, ragionamento, racconto dell’esperienza, dialogo democratico. Vorremmo aprire di nuovo questo luogo alla partecipazione e al confronto, con modalità e potenzialità rinnovate. Lo pensiamo come un luogo inclusivo e plurale.
Il nuovo sito, realizzato in sinergia con tutte le articolazioni del Ministero della Giustizia impegnate nella digitalizzazione e comunicazione istituzionale, rispetta gli standard di accessibilità, usabilità, e ogni altra caratteristica disposta dall’Agenzia per l’Italia Digitale per i siti della Pubblica Amministrazione.
Diversa, rispetto all’antica versione cartacea della Rivista, è la scansione delle singole pagine - o sezioni – che compongono il menu orizzontale, pensate per dare più spazio alle realtà del territorio, alle relazioni internazionali, alle persone che vorranno raccontarsi o raccontare il loro modo di stare attivamente nell’Amministrazione penitenziaria: con i loro progetti, proposte, utopie, e anche forse con le loro critiche e delusioni. Infatti molto si pensa e si fa nel mondo dell’esecuzione penale, ma non sempre i risultati si vedono subito; talvolta si vorrebbe fare di più, meglio, con più condivisione, con più supporto: anche in questo senso speriamo di promuovere una proficua circolazione di idee.
Rimangono le sezioni dedicate alla dottrina e agli approfondimenti, poiché non intendiamo rinunciare al contributo delle conoscenze espresse dalle tradizionali agenzie del sapere, come le Università, o da altri Centri di studi e di riflessione sui temi dell’esecuzione penale. La Rassegna penitenziaria e criminologica ha sempre goduto di attenzione e credibilità presso queste agenzie. Confidiamo che la fiducia sarà rinnovata, e che molti interlocutori, istituzionali e non solo, vorranno accogliere il nostro invito a partecipare.
Pubblicato sulla rivista Numero 1- 2024
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