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Editoriale del Capo Dipartimento

di Giovanni Russo

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Categoria: Editoriale

    Rinasce oggi la Rassegna penitenziaria e criminologica, in una forma esclusivamente telematica e rinnovata nella grafica, come pure nella tecnologia che supporta questo nuovo sito internet.

    La Rivista cartacea, la cui offerta si è arricchita dai primi anni Duemila con un archivio consultabile on line, è stata un punto di riferimento per gli studiosi e per gli operatori del diritto penitenziario, e non solo, in anni fondamentali, che hanno visto il primo bilancio dell’applicazione dell’Ordinamento “riformato”, con nuove figure professionali, e nuove competenze per le figure tradizionali, a portare un entusiasmo e una consapevolezza anch’essi in qualche modo nuovi nel mondo fino ad allora chiuso e poco incline alla speranza degli istituti penitenziari.

    Dal 1990, anno d’istituzione del Dipartimento dell’Amministrazione penitenziaria che mi onoro di dirigere da qualche tempo, l’idea di un “carcere della speranza” è stata la formula illuminante che ha guidato l’azione e le parole del primo dei miei predecessori, il presidente Nicolò Amato, e di tanti degli altri che sono venuti dopo, uno fra tutti l’indimenticabile Alessandro Margara. In questa formula, io credo, è sintetizzato l’orizzonte dell’impegno richiesto a chi opera al vertice di questa istituzione grande e complessa, che ha nelle sue mani, forse in via più diretta rispetto ad altre pubbliche amministrazioni, la vita quotidiana, il futuro, qualche volta il destino di altri esseri umani.

    La Rassegna penitenziaria e criminologica è nata nel segno del “carcere della speranza”, ed è sempre stato onere e onore del Capo del Dipartimento e, prima del 1990, del Direttore Generale degli Istituti di Prevenzione e Pena, il ruolo di Direttore della Rivista, per tutti gli anni della sua esistenza dal 1979 al 2015. Sono felice che durante il mio mandato abbia luogo questa rinascita, che ho condiviso e incoraggiato, sapendo quanto a lungo sia stata preparata e fortemente voluta dalla Dirigenza dell’Ufficio V del mio staff, che da oggi cura la redazione della Rivista.

    Nel solco di questa tradizione, consapevole del valore e della sapienza di coloro che mi hanno preceduto alla guida dell’Amministrazione penitenziaria, rinnovo l’invito a suo tempo inoltrato ai colleghi ex Capi e Vicecapi di questo Dipartimento, perché vogliano partecipare a questa impresa di rilancio della nostra Rivista, con un contributo su uno o più argomenti che abbiano, a loro avviso, segnato il tempo, mai facile e mai comodo, della loro responsabilità in questa alta funzione.

 

Pubblicato sulla rivista Numero 1 - 2024

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